APPELLO AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA |
| Come Lei
certamente saprà, dopo la condanna del Belgio, il 16 gennaio la
Commissione europea ha avviato un procedimento di infrazione contro
Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda
affinché siano modificate le legislazioni e i regolamenti
attuativi di questi paesi che
prevedono attualmente la gratuità del prestito pubblico
effettuato da
biblioteche e altri enti pubblici. Saprà anche che in Spagna, in
Italia e in Portogallo è cominciata la mobilitazione in difesa
del
mantenimento dell'esenzione del prestito bibliotecario da qualsiasi
tipo di "tassazione". Non sappiamo a
quale idea di Europa
risponda l'intenzione di introdurre il pagamento di una tariffa per il
servizio di prestito: certo non a un'idea di Europa della
libertà e della promozione della cultura. Le biblioteche
pubbliche e quelle che appartengono a istituzioni d'interesse
collettivo di carattere culturale, scientifico o educativo operano per
garantire ai cittadini l'accesso libero e senza limiti allo studio,
alla cultura e all'informazione; esercitano una funzione importante
nello sviluppo e mantenimento di una società democratica
permettendo l'accesso a tutti i cittadini, anche meno abbienti, a una
vasta gamma di pensieri, idee e opinioni (Direttiva IFLA/UNESCO per lo
sviluppo dei servizi delle biblioteche pubbliche, 2001); aiutano ad
acquisire e migliorare le abitudini di lettura, specialmente tra la
popolazione infantile e i giovani. Esse assicurano diffusione,
conservazione e accessibilità alle opere di tutti i tipi,
superando gli interessi commerciali, i limiti alla capacità di
distribuzione delle opere e le imposizioni del mercato. Svolgono le
loro attività senza finalità di lucro, economiche o
commerciali, ricercando come unico beneficio lo sviluppo culturale,
educativo e umano di coloro ai quali forniscono detti servizi, e,
quindi operano per il miglioramento del livello educativo della
società. Per
questo ci
sembra che l'intenzione della Commissione di attivare il procedimento
di infrazione per imporre il prestito a pagamento rischi di costituire
un attacco ai diritti di cittadinanza e di togliere spazio civile a chi
ha meno diritti e viene escluso nei modi più diversi
dall'accesso alla cultura e all'informazione. Costringere le
biblioteche a riservare
parte del loro budget al pagamento dei "diritti di prestito" significa
inoltre ridurre gli stanziamenti, in molti casi già
insufficienti, per l'acquisto di libri o per organizzare altri
importanti servizi offerti al cittadino. In Italia poi, l'introduzione
della tariffazione sui prestiti aggraverebbe sicuramente una situazione
in cui la lettura e il possesso di libri coinvolgono purtroppo una
minoranza della popolazione. Che poi gli autori,
per il fatto che i loro
libri si possono leggere gratuitamente nelle biblioteche, perdano
acquirenti, è una pura bugia. E' vero il contrario: le
biblioteche fanno conoscere i loro libri, li promuovono e permettono
che rimangano in circolazione per anni, quando nelle librerie, nel
migliore dei casi, durano pochi mesi. Ed è proprio questo che
permette di mantenere viva la presenza culturale di molti autori che
altrimenti scomparirebbero dal panorama letterario quasi completamente! D'altra parte, le
biblioteche, tanto con la
loro attività principale quanto con le loro attività
secondarie (organizzazione e raccordo di gruppi di lettura, seminari,
presentazioni, conferenze, mostre, incontri con autori, ecc.),
favoriscono e sostengono l'amore per la lettura più di qualsiasi
altra istituzione pubblica o privata, e tutto ciò va
direttamente a vantaggio degli autori. Signor
Presidente, Ci rivolgiamo
a Lei perché la
Commissione non assuma in materia una visione ottusamente burocratica
ma cerchi di assicurare il giusto equilibrio tra gli interessi di
autori, editori, e quelli della società in generale. Ci
rivolgiamo a Lei perché la Commissione non imponga ai paesi
membri dell'Europa il pagamento del prestito effettuato nelle
biblioteche e nelle istituzioni pubbliche e di ricerca ma mantenga e
promuova quanto stabilito dall'articolo 5 della Direttiva 92/100/CEE
sul prestito: lasciando cioè invariata la possibilità che
ogni Stato Membro ha di esimere determinate istituzioni dal pagamento
di questa remunerazione. Dovrebbe essere
preoccupazione della
Commissione la preservazione del valore del servizio di prestito
offerto da biblioteche e altre istituzioni, visto che recano benefici
all'autore come cittadino e creatore. I servizi di prestito sono uno
strumento indispensabile per la creazione di nuovi lettori e, pertanto,
consumatori della sua opera nonché strumento indispensabile a
supporto dell'istruzione e della ricerca. Per tutti i
motivi sopra esposti, manifestiamo il nostro parere CONTRARIO alla
possibilità che il prestito pubblico realizzato dalle
biblioteche e altre istituzioni di ricerca, che attualmente godono
delle eccezioni previste nella legge sul diritto d'autore, possa essere
assoggettato al pagamento di una remunerazione e La sollecitiamo a
operare in seno alla Commissione europea in questa direzione. Elaborato da Bibl'aria su un draft interno del 13/02/2004 e
revisionato durante i lavori del Convegno di Cologno Monzese
del 21/02/2004 insieme ad altri professionisti del
settore e con la consulenza giuridica del Dott. Marco
Marandola, esperto sul diritto d'autore accreditato presso le
associazioni bibliotecarie europee. |